Ci sono viaggi che non sono semplici spostamenti geografici, ma veri e propri sconfinamenti dell’anima. La Cornovaglia è uno di questi luoghi. Situata nell’estremo appendice sud-occidentale dell’isola britannica, questa penisola protesa verso l’Atlantico è una terra dove i confini tra la storia documentata e la leggenda sfumano fino a scomparire del tutto.

Partendo dall’ovest di Londra, la Cornovaglia si svela con lentezza: servono circa cinque o sei ore di automobile, a seconda del traffico e delle pause rigeneranti lungo il percorso. Ma man mano che l’asfalto delle autostrade lascia il posto alle strade secondarie incorniciate da siepi lussureggianti e colline ondulate, la sensazione di allontanarsi dal presente diventa quasi fisica. Il paesaggio si fa più selvaggio, la luce cambia sfumatura e il vento comincia a raccontare storie antiche.
(n.b: tutte le foto qui sotto sono mie e appartengono a me)
Vlog sul questo viaggio in Cornovaglia sul canale Youtube. Un like ed un commento fanno sempre piacere. Se vi piacciono i miei video di viaggio in UK, iscrivetevi al canale (per favore).
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE INFO GRATUITE SUL REGNO UNITO
Il Primo Impatto: Truro, la Capitale Elegante e Discreta
La prima tappa di questa immersione cornovagliese è stata Truro, l’unica città della contea a potersi fregiare del titolo di city ed effettiva capitale amministrativa e culturale della regione. Con una popolazione raccolta di circa 21.000 abitanti, Truro è lontana anni luce dal concetto metropolitano a cui siamo abituati: è una cittadina a misura d’uomo, perfettamente camminabile, incredibilmente ben tenuta e intrisa di un’eleganza sobria che affonda le radici nel XVIII e XIX secolo.
Un tempo fiorente porto fluviale e centro minerario per l’estrazione dello stagno e del rame, Truro ha saputo conservare la sua anima storica. Passeggiare per il suo centro significa perdersi tra stradine ciottolate, vicoli georgiani dalle facciate in pietra chiara e piccoli negozi indipendenti. Ma a dominare incontrastata lo skyline cittadino è la magnificenza della Cattedrale di Truro (Truro Cathedral).

Costruita tra il 1880 e il 1910 in uno stile neogotico di rara maestria, la cattedrale è un capolavoro architettonico con le sue tre imponenti guglie che si stagliano contro il cielo spesso mutevole della Cornovaglia. È una delle sole tre cattedrali del Regno Unito ad avere tre guglie (insieme a quelle di Lichfield e St Mary a Edimburgo). Varcare la sua soglia significa entrare in una dimensione di silenzio solenne, rotto solo dal riverbero della luce che filtra dalle vetrate istoriate, capaci di proiettare sul pavimento di pietra sfumature di blu, rosso e oro. Truro si rivela così il punto di partenza ideale: un’oasi accogliente e composta prima di avventurarsi verso le scogliere selvagge della costa.
Lizard Point: Dove la Terra Cede il Passo all’Oceano
Il giorno seguente, il viaggio è ripartito verso sud. Guidando per circa 40 minuti da Truro, ci si addentra nella penisola del Lizard fino a raggiungere Lizard Point, il punto geografico più a sud dell’intera isola della Gran Bretagna.
Lizard Point non è semplicemente una meta turistica; è un luogo dello spirito. Raggiungere questo promontorio significa trovarsi letteralmente sulla soglia del mondo emerso. Qui, la terra ferma sembra arrestarsi improvvisamente, sfilacciandosi in scogliere monumentali di serpentino nero e verde che cadono a picco nelle acque turchesi e schiumose dell’Atlantico.

La storia di Lizard Point è indissolubilmente legata alla forza spietata del mare. Per secoli, questo tratto di costa è stato uno dei più temuti e pericolosi da tutti i naviganti del globo. Tra correnti traditrici, nebbie improvvise e scogli affioranti come denti di drago, le acque intorno al Lizard sono diventate il cimitero di centinaia di imbarcazioni.
Proprio per rendere più sicura la navigazione lungo questo tratto di costa, nel 1751 fu costruito il celebre faro di Lizard Point, uno dei più importanti della Gran Bretagna. Nonostante la sua presenza, il mare continuò a mietere vittime: tra i naufragi più celebri si ricordano quello della SS Mohegan nel 1898, che si incagliò sulle rocce delle Manacles causando la perdita di oltre cento vite, e quello della Royal Charter..
Ma al di là della storia, Lizard Point regala un momento di pura e struggente poesia.
Fermarsi sul ciglio della scogliera, con il vento forte che spazza il viso e il ruggito assordante delle onde che si infrangono centinaia di metri più in basso, provoca una vertigine meravigliosa. Si osserva la linea dell’orizzonte dove il cielo si fonde con l’oceano infinito, rendendosi conto di quanto l’uomo sia piccolo di fronte alla maestosità incontaminata della natura. È un luogo che impone il silenzio e invita a respirare a pieni polmoni l’aria salmastra e incontaminata.

St. Ives: La Luce degli Artisti e il Respiro del Mare
Per l’ultimo giorno di questo itinerario, la meta è stata la pittoresca cittadina di St. Ives, situata sulla costa settentrionale della Cornovaglia.
St. Ives è una gemma di rara bellezza, un dedalo di vicoli acciottolati su cui si affacciano antichi cottage di pescatori dai muri lavati a calce, ricoperti di fucsia e ortensie. Originariamente un modesto villaggio dedito alla pesca delle sarde e all’estrazione dello stagno, nel corso del Novecento St. Ives ha vissuto una trasformazione straordinaria, diventando una delle capitali artistiche più importanti d’Europa. La ragione di questa vocazione risiede nella sua luce: una luminosità limpida, quasi cristallina, data dal fatto che la cittadina è circondata dal mare su quasi tre lati, il quale riflette i raggi solari in modo unico.

Membri della comunità artistica di fama mondiale, come la scultrice Barbara Hepworth, il pittore Ben Nicholson e il ceramista Bernard Leach, si trasferirono qui, attratti da questa atmosfera magica. Non è un caso che oggi la cittadina ospiti una sede staccata della celebre Tate Gallery (la Tate St Ives), situata proprio davanti alla spiaggia di Porthmeor. Passeggiare per St. Ives significa camminare tra gallerie d’arte indipendenti, botteghe artigiane e profumati panifici che sfornano le tradizionali Cornish Pasties calde. C’è un’energia bohémien e rilassata che si respira lungo le banchine del porto, dove le barche da pesca riposano sulla sabbia dorata quando c’è la bassa marea, mentre i gabbiani sorvolano il molo con le loro grida inconfondibili.

Il Ritorno: Considerazioni sul Viaggio e Poesia del Paesaggio
Quando si intraprende il viaggio di ritorno e ci si lascia alle spalle la Cornovaglia, ci si rende conto che questo angolo di mondo non si limita a mostrarsi: si fa sentire. È una terra che richiede un tempo diverso, un ritmo più lento, capace di sintonizzarsi con il battito delle maree e con la mutevolezza del clima britannico, che in una singola ora può regalare la pioggia battente, la nebbia fitta e un sole accecante.
Questo itinerario, dalla sobria eleganza di Truro all’infinito drammatico di Lizard Point, fino all’incanto luminoso di St. Ives, ha dimostrato come la Cornovaglia sia molto più di una semplice destinazione turistica. È una terra di confine, un luogo in cui la natura non è mai stata addomesticata del tutto e dove la presenza dell’uomo si è sempre adattata con rispetto alla forza degli elementi.
Viaggiare in Cornovaglia significa riscoprire il valore del silenzio e della meraviglia. Significa portarsi dentro il ricordo di una terra antica dove i giganti e i santi sembrano ancora camminare tra le brughiere, e dove il mare, eterno e maestoso, continua a cantare la sua canzone d’amore e di solitudine alle scogliere di pietra.
Un viaggio che finisce sulla mappa, ma che rimane aperto per sempre nella memoria.


Iscriviti alla Newsletter per ricevere info, offerte e novità. È tutto gratis!
Designed with WordPress
